Gita ad anello che coniuga paesaggio alpino e storia. Si parte dalla località Fanch a pochi chilometri da Moena sulla strada del passo San Pellegrino. Attraversiamo il ponte su tubi sull’omonimo torrente, pieghiamo a destra e dopo una decina di metri, sulla sinistra, troviamo l’inizio del sentiero n. 625 che sale nel bosco seguendo la prima linea austroungarica del maggio 1915. Qui poche truppe avevano creato la prima linea difensiva contro la paventata avanzata italiana dal passo San Pellegrino. Cosa che non avvenne. Qui i due eserciti tennero le posizioni fino alla ritirata italiana dopo lo sfondamento a Caporetto. Sono ancora visibili le difese (trincee e fortificazioni in pietra) realizzate più di cento anni fa. Il sentiero taglia il bosco (in parte attaccato dal bostrico) localizzato sotto la vetta del Grontonet per arrivare a una zona più aperta da cui si vede la sottostante strada forestale detta “Americana”. Si continua fino a quando il sentiero interseca la strada forestale per poi proseguire in direzione Colvere. La località si caratterizza per un’ampia radura dove al centro si trova una bella costruzione in legno che ha preso il posto di malga Colvere distrutta da un incendio anni fa. Subi a sinistra, prima di una vecchia costruzione adibita a riparo per pastori troviamo il sentiero che conduce a passo Lusia. Saliamo prima nel bosco su una traccia piuttosto ripida che lentamente spiana per uscire nell’ampio pascolo di Lusia. In lontananza è visibile il passo con l'accogliente rifugio. Dopo una pausa al rifugio scendiamo lungo il sentiero n. 632 che si trova verso nord a sinistra rispetto alla strada che scende a Moena. Il sentiero prima scende su un terreno friabile per poi attraversare piacevolmente un bosco misto. Attraversiamo la pista da sci Piavac (Comprensorio sciistico Alpe Lusia) passando sotto l’impianto di risalita (piccole navetta da sei posti). Infine raggiungiamo la strada sterrata che scende verso la stazione di Valbona. Prima costeggiamo Malga Pozza (chiusa) quindi, arrivati sul pianoro, a destra troviamo il sentiero n. 625 che porta al rifugio Larezila. Si tratta di uno storico rifugio dove cacciatori e viandanti si fermavano a ristorarsi. Ora dobbiamo risalire in direzione passo Lusia ma dopo un centinaio di metri andiamo a sinistra in direzione Colvere che raggiungiamo in circa venti minuti di cammino. Ci ritroviamo dalla parte opposta della radura che avevamo incontrato in salita. Visitiamo le cannoniere dove erano stati sistemati i cannoni del forte di Someda (fortezza sopra Moena). A causa della veloce evoluzione degli armamenti i cannoni del forte risultavano inutilizzabili in quella posizione. Per questo i comandanti dell’esercito austroungarico spostarono i pezzi a Colvere da cui era possibile tenere sotto tiro la linea italiana al passo San Pellegrino. Seguendo la segnaletica è possibile visitare la lunga trincea costruita a difesa della linea austroungarica e poi scendendo per pochi metri una scalinata in sasso è possibile entrare in una postazione in grotta. Torniamo nella piana di Colvere e per evitare di ripercorrere il sentiero n. 625 scendiamo nel bosco in direzione nord – est per guadagnare la sottostante strada forestale. Non c’è sentiero e bisogna attraversare una zona devastata dalla tempesta Vaia. Non ci sono salti di roccia ma il terreno è sconnesso e coperto da un fitta vegetazione composta da alter erbe, arbusti e rami. Sulla strada forestale prendiamo in direzione est (verso il passo San Pellegrino). La strada scende dolcemente per immettersi nel tracciato chiamato “Americana” che seguiamo in discesa per arrivare nei pressi del torrente San Pellegrino che costeggiamo in salita per arrivare al Fanch da dove eravamo partiti.
Galería de rutas
Mapa de la ruta y perfil de altitud
Minimum height 1592 m
Maximum height 2072 m
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